LA FINANZIARIA 2008 E’ LEGGE

Sconti su Ici e affitti, aiuti per chi non riesce a pagare il mutuo sulla prima casa e norme per contrastare il caro-benzina. Ma per le famiglie le novità non finiscono qui. Per quelle più numerose con almeno quattro figli viene concesso un bonus di 1.200 euro l’anno.

Molte poi le modifiche anche in campo fiscale. Ires e Irap cambiano volto: calano le aliquote e arrivano nuove regole. I lavoratori dipendenti, inoltre, potranno sperare in una diminuzione delle tasse a partire dal prossimo anno. E ancora, dopo anni di dibattito, sbarca in Italia la ‘class action’, l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori.

Corposo anche il pacchetto dei tagli ai costi della politica, dal quale sono previsti risparmi per circa 3,5 miliardi di euroin tre anni. Il prossimo governo sarà più snello con un limite massimo di 12 ministri e 60 componenti per l’intera compagine governativa e arriva un contenimento degli sprechi anche su consiglieri e assessori: viene ridotto il numero, le indennità e i gettoni di presenza. Si fissa poi un tetto agli stipendi dei manager pubblici e arriva una sanatoria per i precari della Pubblica amministrazione.

Ed ancora, più fondi  alla sicurezza e garanzie sui prezzi: nasce il cosiddetto ‘Mister Prezzi’ con il compito di vigilare anche sulle tariffe.

Queste e tante  altre le novità in arrivo con la Finanziaria 2008 da 16,4 miliardi licenziata definitivamente in terza lettura con 162 sì e 153 no, dal Senato.

Dopo tre mesi di iter parlamentare e il duplice voto che ieri sera a Palazzo Madama aveva permesso l’approvazione dei primi due maxi-emendamenti, l’Assemblea ha approvato in mattinata anche il terzo maxiemendamento dando il via libero definitivo alla manovra economica.

Una manovra che per la prima volta dopo molti anni non corregge solo i conti, ma stanzia risorse a favore di famiglie, imprese, giovani e infrastrutture con molti e significativi interventi.

Il lungo iter alla Camera e al Senato, infatti, nonostante abbia fatto aumentare il valore della manovra lorda (secondo i dati del ministro dell’Economia  a 15,6 miliardi) ha tuttavia migliorato l’impatto sul deficit di 400 milioni rispetto alla versione iniziale.

Ma al di là dei numeri, la Finanziaria ha cambiato volto anche per le numerose novità introdotte in Parlamento. A partire dalla ‘class action’ entrata a sorpresa nel passaggio a palazzo Madama per finire con il bonus di 1.200 euro per le famiglie numerose e l’intervento su mutui, prezzi e caro-benzina arrivati a Montecitorio dopo un tormentato esame in commissione Bilancio. Confermate e in alcuni casi rafforzate, invece,  le misure proposte in origine dal governo: dagli sconti su Ici e affitti al nuovo regime Ires e Irap, dalle semplificazioni fiscali per i piccoli ai tagli ai costi della politica.

L’effetto Parlamento ha, quindi, pesato notevolmente sulla manovra, ma l’iter e l’apporto di ciascuna Camera ha assunto toni e tinte completamente diversi. A palazzo Madama dove i numeri della maggioranza sono risicati la manovra ha superato indenne la prova dell’Aula senza far ricorso nella prima lettura al voto di fiducia per la prima volta dopo cinque anni.

Alla Camera, invece, dove il governo Prodi gode di numeri ben diversi, si è deciso di porre la questione di fiducia e non soltanto su un testo, ma addirittura su tre maxiemendamenti. Un escamotage per evitare di avere anche quest’anno una finanziaria ‘monstre’, criticata più volte dal capo dello Stato Giorgio Napolitano. E per lasciare immutato il testo, altre tre fiducie si sono rese, quindi, indispensabili al Senato.

«La finanziaria ha lavorato bene, cerca di aiutare i più deboli, abbiamo fatto scelte che a molti sono dispiaciute perché si volevano conservare privilegi». E’ stata la prima dichiarazione del presidente del consiglio Romano Prodi.

«Penso che l’Italia – ha aggiunto nel corso di un’intewrvista a Rai International – abbia una serie di passaggi difficili da affrontare. Ma il declino si misura nel lungo periodo e non nei passaggi. Noi stiamo in un passaggio, e sono convintissimo che lo passiamo bene. Questo passaggio è legato anche alla finanziaria del 2008, alle misure previste nella finanziari. I passaggi sono legati a cose più profonde. La finanziaria ha lavorato bene. Ma non è con la finanziaria che si deprime o innalza un paese. E’ soprattutto – ha continuato – nel dare degli obiettivi ai giovani, fornire obiettivi collettivi».

«Noi – ha ribadito – abbiamo bisogno di ritornare a vincere in alcuni grandi campi. Dobbiamo riportare il paese a ragionare nel lungo periodo. Io dico sempre che dobbiamo piantare alberi e non erba. E questo – ha poi concluso – significa anche, e tocca direttamente me, meno ossessione per il dibattito politico quotidiano, meno politica che ti opprime e più politica sui contenuti, sugli obiettivi, sulle cose da fare»

«Abbiamo portato fino in fondo – ha commentato anche il capogruppo del Pd-L’Ulivo al Senato Anna finocchiaro – una manovra di straordinaria importanza anche se ci sono problemi politici che sono venuti fuori con chiarezza e che sono da approfondire».

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