(rav)VIVIAMO LA SCUOLA

Quale futuro vogliamo per l’ITALIA ?

Come vogliamo  immaginare la nostra economia e il nostro livello di civiltà nel 2020 – 2030 ?

“Al centro di ogni processo di sviluppo economico e di competitività vanno poste la risorsa umana, la sua formazione e la scuola” (Presidente dei giovani imprenditori M. COLANINNO) .

Vogliamo una scuola pubblica di qualità, che non lasci indietro nessuno, cioè che accompagni tutti i ragazzi – tutti e non uno di meno – al conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale almeno triennale.

La scuola oggi si può innovare solo dall’interno, in un processo che si svolge in tempi medio-lunghi, fatto di idee di riferimento forti, di molta formazione, di tante esperienze concrete soggette a monitoraggio e valutazione.” (M. Bastico, Vice Ministro alla Pubblica Istruzione).

Attualmente è difficile insegnare agli studenti in una società che attribuisce sempre più valore al denaro e all’ apparenza  e sempre meno importanza all’istruzione e alla formazione della personalità.

La maggioranza (o quasi) degli insegnanti è costretto ad educare gli allievi con strumenti vecchissimi: lezione frontale (pochi laboratori), registro, minacce, quattro prove scritte a quadrimestre, a fronte di una preparazione professionale per troppo tempo affidata alla buona volontà personale degli insegnanti stessi e dei dirigenti scolastici.

Il risultato è una scuola costantemente sotto accusa negli ultimi anni, che “produce” pessimi risultati da parte degli studenti quindicenni, ad ogni rilevazione internazionale sulle competenze di matematica, scienze e lettura 2006 (L’Italia risulta al 28° posto rispetto ai 30 Paesi Ocse)

  • perché l’Italia  ha il maggior numero di abbandoni della scuola?
  • Che cosa manca agli insegnanti o ai dirigenti italiani (rispetto ai colleghi europei) per ottenere dai propri allievi la stessa preparazione rispetto agli altri paesi europei?
  • Perché all’impegno dell’”insegnamento”, non sempre corrisponde un duraturo “apprendimento” di competenze e di nozioni ?
  • Sono più importanti ed efficaci le riforme o la preparazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici?
  • Perché alcuni insegnanti riescono a “far amare” la materia che insegnano ed altri no ?
  • Perché i migliori insegnanti, più colti, più preparati e più impegnati non hanno modo di vedere riconosciuta la propria professionalità ?

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Una risposta

  1. 25 marzo 2012

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