Veltroni: smettiamola di farci male da soli

Elisabetta Sogli – Corriere della Sera

MILANO — È il momento in cui strappa addirittura il boato. In cui dal pubblico gli urlano «Finalmente», quasi fosse la liberazione da un peso. L’ovazione per Walter Veltroni arriva non quando il leader del Pd si scaglia contro Berlusconi (applausi scroscianti, comunque), ma quando chiede «che noi la si smetta di farci del male da soli». 

La platea del Teatro Strehler, dove ieri mattina è stata lanciata la ri-candidatura di Filippo Penati alla presidenza della Provincia, va in visibilio. Veltroni spiega che «abbiamo costruito il più grande partito riformista di massa mai visto e poi abbiamo avuto settimane difficili. Ma, posso dire la verità? Siamo stati noi a rendercele tali». E se è «fisiologico» che «un partito così grande abbia all’interno opinioni diverse», ora «bisogna che tutti i dirigenti del Pd abbiano come priorità il bene del partito e dei cittadini». Veltroni ricorda che «un partito non sta insieme per riprodurre la sua vita interna» e aggiunge: «Siamo molto democratici, noi. Siamo quelli che hanno le primarie, le secondarie e le terziarie… Ma le primarie sono un mezzo, non un fine». 

Dietro la battuta trapela la preoccupazione per queste continue chiamate alle urne, che sembrano rallentare l’attività del partito e renderlo forse meno incisivo. Aria di regolamento di conti? Veltroni ribadisce che «siamo una grande forza, ma ora è tempo che correnti, correntine e associazioni smettano di occuparsi di se stesse e vadano fuori dalle fabbriche e dalle scuole, stiano in mezzo alla gente e ai suoi problemi». Il messaggio pare diretto a Massimo D’Alema, che in realtà non viene mai citato e che farà più tardi sapere di essere deciso ad andare al voto durante la direzione di venerdì: tanto per chiarirsi su quale sia la linea, insomma. Il resto è l’attacco senza esclusione di colpi a Silvio Berlusconi, che «non è capace di governare e fa solo campagna elettorale», che «è inadeguato a gestire questa gravissima crisi» e che «deve smettere di fingere di venire da Marte, perché è stato per otto anni presidente del Consiglio e nel frattempo ha guidato l’opposizione. Se l’Italia è in questa situazione è anche colpa sua». Veltroni accusa il governo di «andare a marcia indietro» e cita ad esempio il caso scuola annunciando che «continueremo a combattere contro i tagli di 8 miliardi di euro». Dopo un ricordo di Giorgio Strehler, sollecitato dal giornalista David Parenzo, Veltroni si occupa di Penati: benedice la sua lista civica e il progetto che mira a «costruire un campo riformista e trasversale agli schieramenti attuali», come anticipa lo stesso presidente uscente e ricandidato. E così, evocando Obama, «possiamo vincere ancora». 

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4 Risposte

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