OTTIMISMO e UNITÀ

Nel 2002 non avevo ancora fatto la maturità, nel 2007 ho presieduto un seggio elettorale, oggi  mi trovo a lavorare in uno studio legale di Torino e a presiedere l’Assemblea del PD di Grugliasco che 5 anni fa non esisteva ancora ma che la Lista civica per Mazzù anticipava. Mi sono fatta raccontare questi dieci anni da chi ne é stato protagonista: idealità certamente ma tante persone reduci di storie locali, residui di grandi partiti in crisi di identità e spinte di governo o di opposizione. Parlavano, mi viene detto, un linguaggio politico superato, come se si volessero nascondere interessi piccoli e grandi, veri o presunti.

La domanda che mi sono posta in questi giorni é: come è il PD ora? Intanto intorno a Roberto Montà ci riconosciamo tutti: il comune senso civico coincide con il risultato di un confronto politico. Qui il grande Partito non si é frazionato davvero e le primarie hanno funzionato da propellente, abbiamo saputo sintonizzarci con lo spirito pubblico.

Ho vissuto marginalmente la campagna elettorale del 2007, intensamente questa nata dalle primarie.  All’inizio, purtroppo, la paura del cambiamento ha tenuto alta la tensione; lungo la strada le qualità umane di Roberto ci hanno contagiato e siamo diventati una squadra assemblata per scelta individuale e collettiva: un gruppo di volontari di questa città, a cui si vuole portare un proprio contributo.

Foto di gruppo, manifesti positivi, dialoghi elettorali, discussioni sui programmi sono stati gli ingredienti di questa salita dell’ottimismo interiore che ha contagiato i 24 candidati e i militanti del partito, dando una profonda iniezione di fiducia in se stessi e nella propria squadra. Certamente sentiamo quanto la crisi del lavoro e delle sicurezze pesi su tanti di noi, ma siamo consapevoli di essere il paradigma dell’Italia. Se agli inevitabili sacrifici e rinunce non si accompagnano scelte che contrastano questo disarmo che la crisi induce, se non cerchiamo percorsi e soluzioni praticabili con testardo ottimismo chiamando tutti coloro che vogliono reagire, non andiamo da nessuna parte. Serve conservare serenità, serve vedere dove e come si può avanzare, dobbiamo trasmettere fiducia e serietà, valorizzare ascolto e confronto.

Vedo questi valori profondi presenti nei miei amici giovani ma già maturi – Alessia, Luca, Mirene, Emanuele, Raffaele – nei professionisti –  Emanuela, Gabriella, Clara, Marco, e Pier Paolo – che abbiamo inserito tra noi, negli esperti impegnati nei luoghi di lavoro o delle associazioni –Teresa, Gabriella, Antonio, Gaetano, Giancarlo, Donatella, Stefano, Anna, Nunzio, Lucia, Franco, Gianni, Manuel, Luigi. Un livello che contribuisce al mio personale ottimismo, e che rende tutti noi orgogliosi  del lavoro fatto fin qui. Come se le difficoltà dell’ultimo anno ci avessero irrobustito tutti. Governare é difficile, oggi assai più di ieri, le energie sono da trovare e motivare, proprio per questo vale di più la pena di cimentarsi, risvegliando la fiducia delle nostre comunità.

Solo suscitando emozioni e saperi nuovi saremo capaci di tirar fuori il meglio tra noi e a spingere i cittadini a estrarre il meglio anche loro. Una sfida con i problemi che ci sono davanti che durerà 5 anni e siamo certi, con la dovuta umiltà, di stravincere. Ne va del bene comune di Grugliasco, dove sono cresciuta e vive la mia famiglia.

 Sara De Giorgis

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