I salotti occupati della sinistra

Giuro che è l’ ultima volta che scrivo dell’homo arcoriensis e solo per qualche riga.  Il fatto è che le spara talmente grosse che non solo ci si domanda come gli elettori possano credergli, ma soprattutto vien da pensare che da buon venditore stia cercando di intercettare i suoi potenziali elettori offrendo a ciascuno di loro un prodotto ad hoc. Una battuta su Mussolini per i nostalgici (e ce ne sono, ahinoi), una sul condono per i refrattari alle regole (e ce ne sono molti di più), e via così di sciocchezza in sciocchezza, con la consapevolezza di cogliere l’attenzione dei media e degli interessati. E tu hai voglia a spiegare che restituire l’IMU a tutti è una stupidaggine che metterebbe in ginocchio gli enti locali e che sarebbe meglio farlo solo per i redditi più alti, che le tasse si possono ridurre ma un poco alla volta e seguendo l’andamento dell’economia e via snocciolando dati con serietà e competenza. Chi ti ascolta? Hai voglia ad organizzare incontri con i cittadini, intere giornate a dare volantini al mercato, seminari dove si spiegano le idee del PD. Hai voglia ad invitare i candidati che in queste settimane hanno le agende più piene di quella di Obama.

Troverai sempre qualche astuto comunicatore o intelligente politologo che, ascoltando l’ennesima minchiata diffusa via etere dall’incantatore brianzolo, ti dirà che “lui si che ci sa fare”, “ma perché non trovate anche voi qualche slogan”, “avete tutto da imparare”, ecc. ecc.

Ieri sera ho ascoltato Matteo Renzi e qualche sera prima avevo ascoltato Bersani. L’altro pomeriggio l’ho passato con Cesare Damiano. Giovedì scorso il nostro circolo ha organizzato un incontro con Ignazio Marino. Sono persone serie, che parlano con cognizione, sciorinano dati e soprattutto non raccontano balle. Persone che sanno che prima di tutto ci vuole lavoro e che per avere lavoro bisogna sburocratizzare il Paese (Renzi), ridare capacità di spesa alle famiglie riducendo le tasse per i redditi più bassi (Bersani) e rinnovare i contratti che aspettano da anni (Damiano). Qualche giorno fa invece avevo sentito Ignazio Marino dire che si risparmierebbe un miliardo di euro solo evitando di ricoverare la gente in ospedale per gli interventi programmati, due giorni prima del tempo (media nazionale). Ne volete altre? Posso anche dirvi di sabato, quando Davide Mattiello, candidato alla Camera in Piemonte 1, ci ha detto quanto dà soddisfazione tirare su la serranda di un bar sequestrato all’ndrangheta a Torino e quanto ci costano ogni anno la corruzione e la burocrazia che serve a mantenerla.

Così quando leggo Travaglio che ci accusa di rimanere chiusi nei nostri salotti (il mio è perennemente occupato da tre adolescenti che fanno i compiti, leggono o guardano la tv) e di non parlare con le persone, un po’mi girano.

Ah..dimenticavo..le bubbole del nano, la sua “proposta shock”, ci costerebbero probabilmente non meno di 60 miliardi di tasse in più sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego e la rinuncia a nuovi investimenti. Sarebbe uno shock tombale, come il nuovo condono annunciato, un vero e proprio inno all’evasione. Inoltre le coperture proposte sono risibili. Il finanziamento pubblico ai partiti vale 400 milioni, lo 0,6 per cento di quanto sarebbe necessario. L’accordo con la Svizzera è pieno di insidie e non è affatto detto che porti a entrate aggiuntive, almeno nei tempi che sarebbero richiesti per la “proposta shock”. E’ in ogni caso un condono, come quello tombale proposto successivamente da Berlusconi. I condoni non sono coperture, ma scoperture: al massimo portano un’entrata una tantum (tutti i condoni varati da Berlusconi e Tremonti dal 2001 al 2004 non avrebbero comunque fruttato più di 20 miliardi secondo la Corte dei Conti), riducendo entrate future perchè stimolano l’evasione. Dato che il taglio di IMU e Irap è strutturale, i condoni sono scoperture più che coperture.

Queste cose io le dico ogni volta che posso e non alle mie figlie che fanno i compiti in salotto. Se qualcuno conosce Travaglio glielo faccia sapere, per gentilezza.

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