L’insostenibile leggerezza dell’opposizione

milan kunderaI nostri oppositori devono aver letto appassionatamente Milan Kundera ed aver sposato in pieno le tesi del suo più noto romanzo, che racconta di un paradosso dell’esistenza. Un proverbio tedesco dice che ciò che accade una sola volta è come non fosse mai accaduto; nell’ “Insostenibile leggerezza dell’essere “ Kundera estremizza il tema  fino a dirci che le scelte che ciascuno compie e che costituiscono l’esistenza individuale sono generalmente irrilevanti, pura leggerezza.

Colpiti da un analogo senso di inutilità dell’essere, prigionieri di una insostenibile leggerezza della politica di opposizione , convinti kunderinamente che gli eventuali atti o idee utili a modificare le scelte fatte da altri siano del tutto insostenibili , le nostre opposizioni hanno deciso di accettare fino in fondo la loro perfetta inutilità.

Così una sola ed unica idea che possa interagire o modificare i progetti di rilievo che riguardano la città, non la sentiamo e  non la leggiamo da anni.  Nulla sui bilanci , sulla revisione del Piano regolatore, sui piani di riqualificazione di scuole e borgate, su programmi sportivi e culturali e via elencando.  Nulla che dia peso al loro ruolo di minoranza che invece ama evidentemente la propria inconsistenza.

Il  paradosso kunderiano  dell’essere  si manifesta in concreto  nello spingere gli uomini a compiere molti atti anche quando ne conoscono pienamente l’inutilità.  Ma se riconoscessimo a noi stessi di essere superflui avremmo gravi problemi di equilibrio e di benessere psichico. Così i banchi del consiglio e i blog non sono sicuramente muti e anzi risuonano di rumori di battaglia, di attacchi all’arma bianca, di critiche totali e irrimediabili, dove l’essenza non è tanto la scelta compiuta ma l’incapacità, la dabbenaggine ,la disonestà , di consiglieri, assessori e sindaco, un unico catalogo di perversione politica. Un branco di pericolosi idioti.

Ma ci credono davvero? Impugnano davvero le armi motivati come i soldati di Napoleone ad Austerliz?  Credono davvero che questa roba serva a qualcosa o a qualcuno?  Sona davvero convinti che così facendo al prossimo turno toccherà a loro il governo, come profetizza uno di loro ma con la stessa convinzione e la stessa intensità di quell’allenatore che doveva rincuorare i suoi nell’intervallo, con il risultato  fermo sul 5 a 0 ?  No, si tratta semplicemente di un poderoso sforzo di ricerca di senso, per sopire il timore di  interrogativi disturbanti.

Così anche quando le parole pesanti come martellate risuonano nei consigli e nei blog, in realtà l’opposizione è caratterizzata dalla stessa leggerezza di quella inesistente sulle cose, sui progetti, sui programmi di cui parlavamo prima.

Il senso del superfluo tracima continuamente come, per semplificare, nella ripetuta accusa sulla trasparenza per mancato esproprio di aree con capacità edificatoria.

Oppure quando si vuol dimostrare  la stupidità dell’amministratore che non utilizza i soldi della TAV per aumentare le risorse della Polizia Municipale.  Avvalorando il principio per cui se non ho i soldi per comprare un’auto posso benissimo utilizzare quelli del mio vicino, anche se lui vorrebbe invece andare un mese in Polinesia. Opinione che supera la barriera dell’effimero per liberarsi nei cieli dell’assurdo. E’ ovvio che nessuno crede davvero  a ciò che dice ma come nei giochi di ruolo lo dice lo stesso. Senza nessuna speranza però di essere utile, di poter passare dall’esibizione ai fatti.

 “Tanto rumore per nulla” si potrebbe semplificare con Shakespeare  anche se  nemmeno lui immaginava che si può dare il caso che gli stessi  che provocano il rumore sanno benissimo  come va a finire, tutto  per  nulla. Ma è uno degli istinti della condizione umana che impedisce la completa passività. E così ci si oppone ad alta voce e il bisogno di marcare l’esistenza è momentaneamente soddisfatto. Ma nel mondo l’effetto di quell’azione diviene subito irrilevante e come tale  appare ai suoi autori anche solo poche ore dopo.

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