Le fonti del Turipensiero

scipione_detto_anche_lafricano_marcello_mastroianni_luigi_magni_011_jpg_qyrcL’infallibile capo dell’opposizione nostrana ha diversi ispiratori. Il primo è Scipione l’Africano  per il quale l’unica cosa buona da fare con i nemici è eliminarli e così fece con Cartagine . Metti che poi Annibale avesse un figlio o un nipote.  Mariano l’Africano  che forse si sogna con l’elmo in testa diffonde un più modesto” maior pars delenda est” e,  privo di eserciti, a questo fine preme  sulla tastiera. Gli esempi sono innumerevoli ma può valere anche una citazione dalla sua ultima prodezza sul blog di casa: la San Giacomo “una cooperativa molto vicina al sindaco e al suo entourage”. Sottile calunnia ( viè chiaro testoni cosa vuol dire vicina ?) indimostrata e indimostrabile  volta alla demolizione della reputazione degli accusati. Montà come Cartagine.

Il secondo è Mark Twain che scrisse una volta “ Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.”  Per fortuna le loro bugie non girano neppure per mezza Grugliasco ma intanto ci provano.  Sapendo bene che non sarà facile ripristinare  la verita stabiliscono che l’assessore in questione da ex presidente della Società Le Serre ha il merito di aver portato la stessa “vicino al fallimento”. Guardate la prodezza di quel “vicino al fallimento” perfetto per rendere quasi impossibile  mettere le scarpe alla verità.  Che fa l’accusato , pubbblica sui quotidiani tutti i bilanci di cui ha avuto la responsabilità e da dove si vede che lo Scipione di Grugliasco   racconta balle sperando che facciano il giro del mondo?  Gli telefona pregando di pubblicare una smentita?Assume un hacker per boicottare il giornale ( si fa per dire) online?

Il terzo è il tibunale del popolo, quello per cui l’onere della prova spetta non all’accusa ma al malcapitato accusato di ogni nefandezza.  Così su Pravda Democratica leggiamo l’accusa di    incapacità a governare e a tutelare i cittadini vessati dalle inadempienze della cooperativa di cui sopra che per di più scompare nel nulla.   Il reato è gravissimo peccato che sia  semplicemente   inesitente.  I cittadini non si sentono vessati, la cooperativa ha chiuso da tempo i rapporti con il comune e ha deciso di cessare  l’attività, legittimamente per ciò che ci riguarda. La sentenza  non cambia: “incapaci”.

L’ira funesta di Achille addusse lutti agli Achei, quella di Scipionatto è più innocua ma al suo benessere non giova.

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