Taglio dei parlamentari: è aperto il confronto

Si scaldano i motori e sale l’attenzione per il referendum sul taglio dei parlamentari sul quale i cittadini elettori sono chiamati a esprimersi domenica 20 e lunedì 21 settembre. Un dibattito che si è acceso nelle ultime settimane, con una vivacità che dal circolo del Pd di Grugliasco è stata immediatamente colta e messa a confronto, con le diverse espressioni, in un incontro in sala consigliare.

A confrontare le proprie ragioni, moderati dal segretario cittadino del partito Dario Lorenzoni, per il “no” il già consigliere regionale Andrea Appiano e Luigi Brossa per il sì.

<Mi verrebbe da dire che sono in coerenza con quanto votato dal mio partito, in tre volte in parlamento, salvo poi cambiare idea alla quarta votazione per convenienza di governo; questa sarebbe già una motivazione chiosa Andrea Appiano – . Votare no perché semplicemente la riforma così proposta non affronta nessuno dei problemi che vediamo caratterizzare l’attuale situazione, l’attuale parlamentarismo, che è un bicameralismo perfetto>. <Non è certo il numero dei parlamentari il problema – aggiunge – ma lo sono le funzioni, il riparto delle competenze, la qualità della nostra classe dirigente. Non è riducendo con la mannaia il numero dei parlamentari che si affrontano con efficacia queste problematiche. Attenzione a una casta che affossa sé stessa per legge non l’ho ancora vista per tanto qualche fregatura in questo taglio lo ravviso>.

Referente per il comitato del Sì è Luigi Brossa, che ha ribattuto alla posizione opposta.

<L’Italia rispetto agli altri paesi che gli somigliano in Europa, quali Germania, Gran Bretagna e Francia, ha un numero significativamente superiore di parlamentari. A partire dalla prima commissione bicamerale, da quella bozza e arrivando fino all’ultima proposta di legge poi bocciata nel 2016, tutte le diverse tredici proposte di legge che sono passate dal parlamento prevedevano riduzioni significative del numero dei parlamentari, più o meno intorno al numero che si determinerebbe con la vittoria del sì al prossimo referendumha sottolineato Brossa – . E’ del tutto evidente che, per come era stato definito dai padri costituenti, il numero dei parlamentari era correlato alle caratteristiche di quella nazione, che oggi ne presenta altre e molto diverse. In più l’organizzazione dell’attività legislativa si è ulteriormente articolata – ricorda – . Abbiamo avuto da un lato la nascita del parlamento europeo, che legifera e quelle norme noi siamo tenuti a rispettare, e la nascita dei consigli regionali che legiferano anch’essi. C’è una sovrabbondanza di produzione legislativa, ma in difficoltà operativa. Una riduzione del numero dei parlamentari a mio parere permette un miglior esame di alcune norme centrali senza disperdersi a favore di una maggiore efficacia delle istituzioni>.

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